In città gireremo così ?

In città gireremo così ?
In città gireremo così ?

L’illustrazione «In città gireremo così?», firmata da Walter Molino e pubblicata sulla copertina de La Domenica del Corriere del 16 dicembre 1962, mostra alcune «singolette» mentre si muovono in città.
Noi lottiamo oggi contro questo sistema vecchio che ha sempre le stesse fissazioni, gli stessi scopi: sfruttare e dominare. E’ per questo che serve la politica:  combatterli !.

Gli italiani

Non sono un cittadino
Non sono un cittadino

Chi sono gli italiani.
Gli Italiani sono stati colonialisti e fascisti durante il ventennio, hanno approvato le leggi razziste contro gli ebrei, si sono alleati ai nazisti tedeschi per spartirsi il bottino di una vittoria immaginaria, salvo poi di fronte all’evidenza della sconfitta , tradire l’alleato e consegnarsi al nuovo padrone americano, e contemporaneamente il re d’italia è fuggito di notte su un piroscafo.
E dunque chi sono gli italiani. Negli anni 60-70-80 hanno vissuto una guerra civile, tra una parte fascio cattolica ed una parte pseudo comunista che si consegnava al padrone americano e che faceva finta di essere di sinistra.
In quegli anni l’economia italiana ha fatto balzi in avanti da diventare la quarta potenza industriale, fino a che, sul finire degli anni 90 è stata svenduta da vari personaggi politici, alcuni tuttora in vita, alla nuova europa, un consesso di stati europei al diretto controllo di élites finanziarie anglofone e americane, imboccando una strada di spoliazione industriale, tuttora in corso, e di attacchi continui alla costituzione, e diventando terra di sperimentazione di vaccini, e di abusi di potere.
E dunque chi sono oggi gli italiani.
Una masnada di gente senza un briciolo di cultura sia storica che generale, bombardati continuamente da un mainstream che li sta trasformando in fantocci telecomandati accondiscendenti, dove la corruzione politica dilaga, dove la scuola viene ridicolizzata con la complicità di tutto il corpo insegnante, dove la chiesa cattolica ispirata da un papa ridicolo e venduto alle élites finanziarie cerca sapientemente di consegnare la grande massa di questi cattolici della domenica, a questa cultura perversa di sudditanza psicologica e immorale.
I soli fuochi di resistenza sono rappresentati da due partiti nati da poco, quasi clandestini, dove la censura dei social si diletta a perseguirli quotidianamente.

Non ci interessa la libertà

A ghetto
A ghetto

Il problema è politico, se noi avessimo avuto dei politici seri ecc…, ma se a noi non interessa la libertà ?…..perchè questo è il punto.
E’ sempre incominciato così, poi alla fine un signore salirà su un tavolo e comincerà ad urlare sequele di ragionamenti rigorosamente logici di protesta, e noi applauderemo di gioia, perchè pensiamo che sia arrivato l’uomo giusto, ma sarà appena cominciata la tragedia.

La democrazia massificata

Verso l'antimateria
Verso l’antimateria

Oggi siamo di fronte al risultato di alcuni decenni di questa democrazia massificata: una dittatura anomala e terrificante.

Oggi vediamo la maggioranza delle persone sottomesse ad una ideologia che usa il terrore; persone incapaci di pensare con la propria testa, se non addirittura di ragionare; le persone oggi sono incapaci di ammettere una pur minima dialettica con un altro simile; le persone oggi sono impaurite se incontrano un’altra persona per strada, perché lo ritengono non sicura da un punto di vista medico. La medicina è la nuova religione, dove il vaccino ha sostituito il battesimo, tramite il vaccino veniamo quindi rigenerati come figli della grande famiglia umana o Chiesa, liberi finalmente dal peccato del virus sinonimo del male, e poter essere quindi rigenerati come figli di Dio.  La psico-pandemia è stato solo un pretesto.
Questa dittatura non è come le altre del passato, quelle dittature avevano un capo, le piazze erano piene, c’era una atmosfera di festa, di marce musicali, di bandiere, i piccoli si divertivano come pure la maggioranza degli adulti. Oggi invece le persone sono ridotte a maschere che vagano per piazze tutti distanziati, che si sforzano di darsi una normalità che non c’è e non ci sarà mai. Una volta le dittature avevano i muri o appositi pannelli con gigantografie del dittatore, o che riportavano frasi del dittatore; per le masse il dittatore era il condottiero a cui affidarsi ciecamente.
Oggi il potere dittatoriale non ha più una faccia, non si può andare in piazza ad applaudirlo, semplicemente perché è immateriale, non possiamo toccarlo.

Siamo stati per decenni abituati ad una democrazia massificata che lentamente ci ha tolto qualsiasi soggettività, e ci ha reso penosamente tutti uguali nel pensiero, ci ha privato di uno scampolo minimo di pensiero critico, e ci ha abituati a fidarci del progresso scientifico capeggiato da un’oligarchia di finanzieri. Come se ne esce.
Non se ne esce certamente pensando di rimanere lontano dalla politica perché fatta da malfattori, e pensando di limitarsi a sottolinearne le nefandezze e proponendo praticamente il nulla, ossia proponendo azioni che devono svolgersi distanti dal terreno del potere ossia dalla politica, vietandosi quindi uno scontro diretto con il potere tramite la politica. Non se ne esce se pensiamo di creare delle forme di lotta terroristiche, dando quindi un significato di sacrificio estremo e purificatore, un agire che ripropone l’estremismo religioso carico di lutti.
Se ne esce invece creando in rete masse omogenee non ammucchiate, scambi efficaci di dialettica propositiva, oggi non è più il numero che conta ma la qualità delle idee sempre più precise. Conta la capacità di destrutturare l’informazione main stream , con gli stessi mezzi di rete che la tecnica rende disponibile. Non è vero che la rete domina l’uomo, ma è vero il viceversa, è l’uomo che ha creato la rete, è l’uomo che è potente non la rete. E’ l’uomo che è rivoluzionario, non la rete. Nessuno di noi è improduttivo, ma ha capacità di produrre e di proporre, ma per chi ?, per noi.

Gazzella e leone

Il dominio dell'astratto
Il dominio dell’astratto

“Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame.”
Due animali messi uno contro l’altro per la sopravvivenza.
Questa frase si attribuisce a Shakespeare. Ma una mattina del 1999, un foglio di carta riportava questa frase stampata, e questo foglio era fissato all’ingresso del magazzino di una ditta di tecnici dove ho lavorato come ingegnere per alcuni anni. Ma chi l’aveva messo quel foglio di carta?
Da quel momento si chiudeva un’epoca e se ne apriva un’altra, molto peggiore della precedente.
Da lì a poco scompariva la vecchia azienda padronale, e ne arrivava un’altra, invisibile, un nuovo modo di concepire il lavoro, dove si sarebbe parlato più inglese, si sarebbe rafforzata la contabilità a tutti i livelli, per scoprire se tutto funzionava razionalmente senza sprechi, si sarebbe fatta una schedatura del personale per vedere se i dipendenti di qualsiasi grado fossero motivati pienamente nella loro mansione, altrimenti qualcuno sarebbe stato spostato ad altra mansione, o nella peggiore delle ipotesi messo in una lista dove sarebbe stato invogliato ad andarsene al sopraggiungere della prima crisi aziendale.
Noi da quella mattina siamo stati avvertiti nel peggior modo possibile, che non avevamo più nessun diritto, dovevamo essere gazzella o leone, e non faceva nessuna differenza, eravamo diventati animali da lavoro , liberi di andarcene, ma in realtà chiusi in un recinto di lavoro generalizzato.
La nostra soggettività e creatività verso il lavoro era rimasta la stessa se non aumentata, ma per una sorta di sfida verso noi stessi, mentre il senso di impotenza e di precarietà verso il mondo del lavoro era enormemente aumentato. Oggi questo modo di guardare il dipendente che sia creativo, cognitivo o meno è rimasto. A quando un nuovo modo di pensare e di ribellarci.

Vedremo

Salita al cieloCombattere il nemico con le sue stesse armi, che sciocchezza.
La Cina e la Russia hanno “vinto” la loro psico pandemia con vaccini a tempo di record che contengono gli stessi ingredienti di quelli dell’occidente; provocano le stesse reazioni avverse e morti come i vaccini occidentali, solo che vengono accuratamente nascoste.
Se l’occidente si avvia ad un sistema oppressivo, la Cina ha i campi di concentramento da sempre, la Russia ha una “gloriosa” tradizione al riguardo, ma la loro idea di democrazia attualmente è ridotta ai minimi termini: Putin è sempre lì che comanda.
In Italia gli intellettuali di sinistra presentano questi due colossi come le ultime barriere al dilagare del male rappresentato dai soliti noti : Gates, Rockfeller, Black Rock, Soros ecc.
Quei pochi scienziati ricercatori che mettono in discussione la psico pandemia, sono come dei predicatori nel deserto, non hanno capito che il vaccino è stato inoculato nei decenni scorsi, con l’avvento di sistemi operativi friendly, con i social, è lì che si è coltivato il terreno, è lì che è stata coltivata la nuova natura di questa società antiumana.
Ad un certo punto era necessario avere un virus reale, per realizzare il grande sogno: un’umanità controllabile in tutti i campi.
Come se ne esce: l’imprevisto ?, un battito d’ali di una farfalla in Patagonia, provocherà catastrofi come una reazione a catena ? la natura si ribella e attua una selezione naturale dell’umanità perché vuole vivere ? Non ha più importanza, ormai il dado è tratto, sono pochi gli umani che hanno un’immunità morale. Vedremo.

Sistemi operativi

Production flow-chart
Production flow-chart

La cosa più stupefacente è che una persona che non ha mai sviluppato una riga di codice, sia riuscita ad arrivare a vendere il sistema operativo più diffuso e meno efficiente al mondo. Ora però non si accontenta, va oltre, si interessa di altri campi: farmaceutica, ambiente, acquisizioni di risorse strategiche per la sopravvivenza del pianeta.
Hitler non era un imprenditore nè uno stratega militare, lanciò l’operazione Barbarossa (invasione della Russia), e finì suicida dopo esser stato la causa di disastri apocalittici. Se non ci fosse stata Stalingrado, sarebbe diventato invincibile.
Tutti e due questi personaggi si distinguono per un’idea astratta dell’umanità : uno si è concentrato su un’idea di sistema operativo per computer che doveva stupire più che essere utile, che doveva essere affascinante (il sistema grafico a windows), intuitivo , alla portata di tutti; un oggetto dalle mille sfacettature che dia un’idea di un mondo semplice, dove si possa vivere un eterno presente con i problemi di qualsiasi natura ridotti al minimo; dove tutti possono colloquiare con tutti.
Il rovescio della medaglia è che questi sistemi non sono sicuri, sono facilmente violabili ed infatti i sistemi dati che contengono grossi database sono tutti ospitati su sitemi Linux che sono molto meno appariscenti ma molto più sicuri.
I risvolti sul piano sociale dei sistemi operativi di basso livello, sono semplicemente preoccupanti: la persona è sottoposta ad un controllo quasi totale, soppratutto a livello culturale; tutti utilizzano i motori di ricerca per acculturarsi, senza accorgersi che questi motori di ricerca sono totalmente manipolati in tempo reale: ad esempio se uno cerca il termine asintomatico, trova una spiegazione associata alla pseudo epidemia Covid, mentre due anni fa la spiegazione era diversa.
Coloro che utilizzano i social sono completamente profilati e schedati sui loro desideri più intimi, e tutto questo a fini commerciali (le vie infinite del profitto).
Hitler invece prospettava all’umanità un’idea di potenza relativa ad una nazione superiore, un’idea di una competizione tra popoli vinta a priori, che si rifaceva ad uno spirito di nazionalità di un popolo. Si vince perchè si è più spregiudicati in tutti i campi, la superiorità deve affermarsi perchè c’è un’organizzazione tecnica efficiente nella risoluzione di qualsiasi problema.
La scienza viene concepita come strumento di progresso dell’umanità, ma a patto che questa scienza sia a sua volta legata ad un popolo più dotato di mezzi, un popolo quindi più giusto di altri, un popolo che avrà ricchezza e benessere a svantaggio di altri popoli meno dotati finanziariamente e che quindi saranno sfruttati.
Questi due visuali di pensiero, si compenetrano e si aiutano a vicenda.

L’uomo al centro

Contemporary window
 

Se ci sono quelli che negano la pericolosità di questo virus e la riportano all’interno di una più o meno virulenza influenzale, e quelli che che sostengono e amplificano la pericolosità di questo virus, siamo forse due facce della stessa medaglia ? . Se così fosse è la società ad essere malata ed il virus non centra nulla, ed il popolo nella sua complessità tenderebbe a perpetuare una tale società, pur da posizioni diametralmente opposte. Ma se mettiamo al centro l’uomo, le cose cambiano in meglio.
Ma allora, la cosa la si può vedere ad un livello più semplice. Un individuo, cittadino, può scegliere le opportune strategie per la sua salute ?, è il vero padrone della sua pelle o no. E questi dati statisticamente parlando sulla mortalità di questa pandemia , si possono mettere in discussione o no. Si può dire a questo governo certificami che tutti questi morti sono morti esclusivamente per covid e non solo positivi al covid, visto che è stata fatta una ordinanza che se uno ha avuto il covid e poi mesi dopo muore in un incidente in macchina viene catalogato come morto per covid. In sostanza possiamo ancora aspirare ad una politica dove l’uomo possa essere al centro ?

La Politica

Salita al cielo
Salita al cielo

Gli Italiani sono ormai un popolo di bambini. Hanno perso la memoria storica di quello che sono stati, sia nel bene che nel male; e la causa di questo è stata la distruzione sistematica della Scuola di qualsiasi ordine e grado fatta negli anni passati. Per questo popolo di bambini, la politica è un qualcosa di effimero; che non ha nessuna importanza, perchè li obbligherebbe a informarsi seriamente, farsi un senso critico costruttivo, tutte cose che per i bambini sono fuori della loro portata. Questo popolo messo di fronte a problemi seri sociali, reagisce o sottomettendosi al pensiero unico del mainstream oppure preferisce ragionare con la pancia, cioè praticano un atteggiamento critico ma solo di facciata: non riescono a proporre nulla che possa portare a delle soluzioni concrete, ossia non riescono a considerare un punto di vista politico dei problemi a cui vanno incontro.
Dei vari partiti politici che si propongono, prendono in considerazione solo il messaggio di superficie, quello che colpisce in maniera eclatante, ma non riescono ad afferrarne il senso politico, e a loro volta gli stessi partiti politici non sanno cos’è la politica, e il perchè si sono costituiti, di conseguenza non sanno fare altro che ubbidire ad entità sovranazionali, o a girare a vuoto su questioni di superficie: non sanno elaborare un progetto politico serio.
Un popolo ridotto così, non farà altro che continuare a gridare ed ad azzuffarsi su questioni reali vere, ma incapace di proporre soluzioni politiche, perchè la politica per questo popolo non esiste più.

Democrazia

Sequenza geniche
Sequenze geniche

La democrazia è una forma di governo in cui il potere risiede nel popolo, che esercita la sua sovranità attraverso istituti politici diversi. Di questa definizione possiamo farci una crassa risata. “Oggi i partiti, anziché raccogliere istanze dal basso per portarle in alto, operano in senso opposto, come agenzie di persuasione del pubblico rispetto a decisioni prese in impermeabili consessi oligarchici.” diceva uno. Ortega y Gasset filosofo e sociologo spagnolo scriveva : “La democrazia è ormai una perversione sociale. Essa svilisce l’alto e il basso della società. …In nome di questo totem contemporaneo si sta distruggendo ogni cosa, soprattutto in quei Paesi servi di Stati più potenti i quali, coperti dalla democrazia e dai suoi riti, sviliscono il futuro di questa e delle prossime generazioni…”.
La democrazia è concretizzata, in forma giuridica nelle varie costituzioni dei vari stati, tramite articoli dettagliati, in funzione di una maggioranza della popolazione, in ogni caso però questi articoli non possono coprire ogni aspetto della nostra vita.
Il risultato di questo è a volte strabiliante. La democrazia tende a considerarci tutti uguali (uno vale uno), ad avere le stesse esigenze, quando questo non è affatto vero. La democrazia tende a livellare i privilegi, quando questo non è auspicabile in molti campi : sociale, politico, scientifico ecc. La democrazia tende ad annullare la coscienza critica: con una scheda imbucata nell’urna induce il popolo ad avere fatto il suo dovere e quindi può dormire sonni tranquilli, così da portare il popolo ad essere corresponsabile di eventuali nefandezze fatte dai partiti di governo. La democrazia tende essere strumento attivo in mano ad elites che hanno in mano comunicazioni, televisione, media ecc. come conseguenza di ciò abbiamo che la storia viene mistificata all’occorrenza a vantaggio di multinazionali ad esempio, od al pensiero dominante. La dialettica tende a scomparire a vantaggio di un pensiero unico, in quanto la democrazia tende a prendere in considerazione solo la maggioranza della popolazione che però è sempre quella più influenzabile. La democrazia tende addirittura ad eliminare sempre più libertà, in nome di un bene indiscutibile necessario al bene della maggioranza ( vedi obblighi di vaccinazioni) . L’individuo con le sue peculiarità, potenzialità, creatività, se non si uniforma alle regole comunitarie tende ad essere emarginato ( o rieducato ) . Le elite di comando non sono controllabili e decidono sempre di più sulla vita dei singoli . Il futuro dell’Umanità da un punto di vista di politiche mondiali grazie alle democrazie dei vari Stati, tende ad essere scritto da elite oligarchiche che se ne infischiano della popolazione, decidono con finte dialettiche ma che in realtà obbediscono ad interessi economici particolari , quali saranno i settori su cui investire per il bene dell’Umanità: energia green, auto elettrica, ogm, alterazione artificiale del clima, vaccinazioni, ecc.. , mentre un’autentica dialettica molto spesso ridimensiona i problemi, avvicinandoli a soluzioni più realistiche e di buon senso.
Diceva Ortega y Gasset : “… Tutto ciò che è democratico è cancerogeno e mortifero. La democrazia spegne le passioni, …” . Il superamento di questa democrazia certamente avverrà, in un futuro secondo i tempi della Storia, che sia una transizione pacifica non credo proprio.