Il superfluo

Il superfluo nel senso che supera i bisogni contingenti dell’uomo. Quando Einstein aveva 16 anni scrisse al nonno : ….il mio problema attuale è che se sto viaggiando in una astronave che viaggia alla velocità della luce, e se mi guardo allo specchio non son sicuro di vedere la mia faccia…. Karl Benz voleva una carrozza che si muovesse senza l’ausilio dei cavalli, ma da sola, con un motore manovrabile, la folle idea, così nacque l’automobile. Ernst Mach criticò fortemente quei concetti nwetoniani di forza, di moto rettilineo uniforme, di quiete, di sistemi di riferimento inerziali, in particolare spazio e tempo assoluti ritenuti mostruosità concettuali; ci penserà decenni dopo Einstein a sistemare le cose con la relatività. Noi umani non subiamo la natura, non ci fa assolutamente paura , se abbiamo bisogno di qualcosa la costruiamo, e andiamo oltre i nostri bisogni e costruiamo qualcosa di più , creiamo le varianti del problema, e senza queste varianti la vita ci diventa insopportabile, non ci fermiamo solo alle soddisfazioni dei nostri bisogni elementari, andiamo oltre e creiamo il superfluo . Abbiamo qualcosa di divino in questo : .. e Dio creò l’uomo a sua somiglianza ..
Non possiamo essere come un passerottino intelligente che immerso nei suoi bisogni biologici , continua a saltellare di ramo in ramo per beccare sementi, insetti allo scopo di vivere, noi invece andiamo oltre , creiamo l’astrazione, sviluppiamo l’idea e produciamo scienza, tecnica. Anzi questo è la nostra preoccupazione principale, perchè aspiriamo a vivere bene con il superfluo. Ma questo positivismo finisce presto. Le nostre produzioni a lungo andare sono fattibili solo in parte, ci portano a dei semi fallimenti o a dei fallimenti totali, e quindi ci portano ad uno studio dialettico continuo con la storia, e il rovescio della medaglia è proprio questo: le conseguenze sui rapporti sociali dell’umanità.