Essere contro

La storia è un'altra cosa
La storia è un’altra cosa

Oggi certa opposizione di quelle che hanno anche il coraggio di denunciare le falsità che vengono dette su questa psicoinfopandemia influenzale, sorvolano sul fatto che la maggioranza del popolo approva la condotta del governo: dicono o fanno capire che è un popolo stupido che non capisce nulla, che però alla fine non ha colpe, perchè guarda la tv, o vede che l’opposizione è d’accordo, o perchè non c’è una figura carismatica da seguire, e molto spesso tutto questo è vero. Questo significa secondo loro, che il popolo deve essere condotto per mano da qualcuno o da un gruppo che lo deve guidare. Questa è un’idea tipica dei partiti anche nuovi. L’idea è quindi che dal popolo non è mai nata nessuna ribellione, ma solo richieste sindacali per migliorare le retribuzioni dei lavoratori, per il resto il compito di ribellione viene demandato a personaggi che si autodefiniscono persone che hanno conoscenze o esperienze eccellenti, persone che si autodefiniscono sopra la media .
Il popolo inteso come società che lavora, non ha mai molto tempo per erudirsi, di conseguenza rimane molto a digiuno di conoscenze di storia, economia, filosofia ecc.; anche se paradossalmente ha molte più possibilità che in passato, grazie allo sviluppo dell’informazione, di costruirsi una cultura , ma ci pensano i media delle grandi concentrazioni editoriali a distrarlo, proponendo una cultura funzionale solo ai loro bisogni che non solo altro che profitto innanzitutto; di conseguenza cercano di alterare la storia, di introdurre nuovi paradigmi per alterare pesantemente la vita sociale, modificano pesantemente la scuola che assume sempre più le sembianze di un tirocinio aziendale, alterano la percezione della scienza , facendola passare come una religione piena di dogmi , a cui si può solo abbassare la testa.
Quando si parla di economia , i media arrivano a negare le condizioni sempre più precarie della popolazione, facendole passare per un nuovo modo di vivere felice legato ai problemi ecologici, ad una vita smart.
Ritornando al discorso iniziale, il popolo ha sempre delle responsabilità, non è mai esente da queste, se non altro perchè la maggioranza vota dei partiti che lo devono rappresentare. Un popolo che non ha responsabilità allora è un gregge.
Quindi chi pensa di trattare il popolo da gregge, in realtà non lo rispetta, perchè per loro il gregge deve solo decidere con quale partito stare, non gli viene chiesto altro, anzi gli viene chiesto di ubbidire, perchè non è ben visto chi fa dei distinguo. Queste persone che creano un partito mosse da considerazioni che ho riportato sopra, molto spesso hanno una cultura specialistica : laurea in campo scientifico, in campo filosofico letterario, economico , esperienze aziendali come manager o imprenditori.. ma come cultura generale ne hanno poca, a volte non ne hanno per niente, sono solo capaci di fare dei ragionamenti logici su situazioni sociali semplici da capire; invece per fare il politico ci vuole molto di più, deve avere obbiettivi a lunga scadenza democratici e chiari, deve avere esperienza partitica importante.
Abbiamo quindi irresponsabilità di popolo e irresponsabilità di chi pretende di guidarlo.
Però quando il gregge si impoverisce troppo, rompe gli indugi e passa all’azione e si trova i propri capi . Questa è la storia.