Il fine

Sequenza geniche
Sequenze geniche

Ciò che stupisce oggi è che non si guarda alla finalità di un oggetto, di una azione, di un lavoro, ma solo alla tecnica che vi è incorporata dentro. Il fine non giustifica più il mezzo, ma è il mezzo che giustifica il fine.
Se una manifestazione di piazza è composta, ordinata, civile, in regola con le norme dettate dal governo, allora è una manifestazione riuscita, civile e ben fatta. Se un lavoro è ben organizzato, controllato nei minimi particolari, il successo non tarderà ad arrivare, non importa se sia solo transitorio, precario a chiamata, che i dipendenti non siano tutelati, che abbia mercato o meno o che sia ad intermittenza. Se un cittadino deve subire un’operazione, la struttura ospedaliera metterà in atto tutte le sue eccellenze per la riuscita, ed in tempi record manderà a casa il paziente, in questa maniera si raggiungerà un alto numero di operazioni chirurgiche per quella divisione, se qualcosa andrà storto poi , fa parte degli imprevisti.
L’insegnamento nelle scuole tende alla specializzazione il più presto possibile, dai primi anni della scuola, vengono subito insegnati le tecniche più moderne per imparare a gestire dei processi; se poi lo studente acquisisce una scarsa capacità di pensiero e di critica in tutto questo, è un eventuale problema di secondaria importanza (magari subentrerà poi il psicologo). Si possono portare tantissimi altri esempi in altri campi come ad esempio l’arte, il cinema, lo sport, la finanza, il commercio ecc.
Quello che risulta evidente che questo modo di intendere le varie attività umane come specializzazioni e gestione sempre più spinte, porta sempre di più ad una schifezza di vita: sempre più la popolazione diviene ignorante ed ubbidiente, e l’uomo in generale sempre più incapace di prendersi in mano la sua vita. In sostanza una vera e propria divisione di classe dettata a vantaggio di pochi.