Gazzella e leone

Il dominio dell'astratto
Il dominio dell’astratto

“Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame.”
Due animali messi uno contro l’altro per la sopravvivenza.
Questa frase si attribuisce a Shakespeare. Ma una mattina del 1999, un foglio di carta riportava questa frase stampata, e questo foglio era fissato all’ingresso del magazzino di una ditta di tecnici dove ho lavorato come ingegnere per alcuni anni. Ma chi l’aveva messo quel foglio di carta?
Da quel momento si chiudeva un’epoca e se ne apriva un’altra, molto peggiore della precedente.
Da lì a poco scompariva la vecchia azienda padronale, e ne arrivava un’altra, invisibile, un nuovo modo di concepire il lavoro, dove si sarebbe parlato più inglese, si sarebbe rafforzata la contabilità a tutti i livelli, per scoprire se tutto funzionava razionalmente senza sprechi, si sarebbe fatta una schedatura del personale per vedere se i dipendenti di qualsiasi grado fossero motivati pienamente nella loro mansione, altrimenti qualcuno sarebbe stato spostato ad altra mansione, o nella peggiore delle ipotesi messo in una lista dove sarebbe stato invogliato ad andarsene al sopraggiungere della prima crisi aziendale.
Noi da quella mattina siamo stati avvertiti nel peggior modo possibile, che non avevamo più nessun diritto, dovevamo essere gazzella o leone, e non faceva nessuna differenza, eravamo diventati animali da lavoro , liberi di andarcene, ma in realtà chiusi in un recinto di lavoro generalizzato.
La nostra soggettività e creatività verso il lavoro era rimasta la stessa se non aumentata, ma per una sorta di sfida verso noi stessi, mentre il senso di impotenza e di precarietà verso il mondo del lavoro era enormemente aumentato. Oggi questo modo di guardare il dipendente che sia creativo, cognitivo o meno è rimasto. A quando un nuovo modo di pensare e di ribellarci.