La democrazia massificata

Verso l'antimateria
Verso l’antimateria

Oggi siamo di fronte al risultato di alcuni decenni di questa democrazia massificata: una dittatura anomala e terrificante.

Oggi vediamo la maggioranza delle persone sottomesse ad una ideologia che usa il terrore; persone incapaci di pensare con la propria testa, se non addirittura di ragionare; le persone oggi sono incapaci di ammettere una pur minima dialettica con un altro simile; le persone oggi sono impaurite se incontrano un’altra persona per strada, perché lo ritengono non sicura da un punto di vista medico. La medicina è la nuova religione, dove il vaccino ha sostituito il battesimo, tramite il vaccino veniamo quindi rigenerati come figli della grande famiglia umana o Chiesa, liberi finalmente dal peccato del virus sinonimo del male, e poter essere quindi rigenerati come figli di Dio.  La psico-pandemia è stato solo un pretesto.
Questa dittatura non è come le altre del passato, quelle dittature avevano un capo, le piazze erano piene, c’era una atmosfera di festa, di marce musicali, di bandiere, i piccoli si divertivano come pure la maggioranza degli adulti. Oggi invece le persone sono ridotte a maschere che vagano per piazze tutti distanziati, che si sforzano di darsi una normalità che non c’è e non ci sarà mai. Una volta le dittature avevano i muri o appositi pannelli con gigantografie del dittatore, o che riportavano frasi del dittatore; per le masse il dittatore era il condottiero a cui affidarsi ciecamente.
Oggi il potere dittatoriale non ha più una faccia, non si può andare in piazza ad applaudirlo, semplicemente perché è immateriale, non possiamo toccarlo.

Siamo stati per decenni abituati ad una democrazia massificata che lentamente ci ha tolto qualsiasi soggettività, e ci ha reso penosamente tutti uguali nel pensiero, ci ha privato di uno scampolo minimo di pensiero critico, e ci ha abituati a fidarci del progresso scientifico capeggiato da un’oligarchia di finanzieri. Come se ne esce.
Non se ne esce certamente pensando di rimanere lontano dalla politica perché fatta da malfattori, e pensando di limitarsi a sottolinearne le nefandezze e proponendo praticamente il nulla, ossia proponendo azioni che devono svolgersi distanti dal terreno del potere ossia dalla politica, vietandosi quindi uno scontro diretto con il potere tramite la politica. Non se ne esce se pensiamo di creare delle forme di lotta terroristiche, dando quindi un significato di sacrificio estremo e purificatore, un agire che ripropone l’estremismo religioso carico di lutti.
Se ne esce invece creando in rete masse omogenee non ammucchiate, scambi efficaci di dialettica propositiva, oggi non è più il numero che conta ma la qualità delle idee sempre più precise. Conta la capacità di destrutturare l’informazione main stream , con gli stessi mezzi di rete che la tecnica rende disponibile. Non è vero che la rete domina l’uomo, ma è vero il viceversa, è l’uomo che ha creato la rete, è l’uomo che è potente non la rete. E’ l’uomo che è rivoluzionario, non la rete. Nessuno di noi è improduttivo, ma ha capacità di produrre e di proporre, ma per chi ?, per noi.